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  Limiti fisio-acustici della musica elettronica - tratto da : "RASSEGNA MUSICALE" , N° 4" 1961
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Limiti fisio-acustici della musica elettronica di Fritz Winckel

La tecnica elettronica ha messo a disposizione dei compositori e degli interpreti musicali nuovi mezzi di una varietà tale che spesso le forme sonore realizzate non corrispondono piú ai bisogni intellettuali e psicologici dell'uomo.
Parecchi motivi spiegano la difficile affermazione della musica elettronica e le maggiori responsabilità sono da attribuire piú alla manipolazione del materiale sonoro che alla tecnica in sé.

Da trent'anni a questa parte le valvole elettroniche hanno permesso:
a) l'allargamento del campo sonoro in tutte le dimensioni;
b) l'automatizzazione dell'esecuzione formale della musica che risponde alle leggi dell'armonia e dell'architettura sonora;
c) l'elaborazione di nuove forme che sono una conseguenza naturale dei sistemi fisici e elettronici;
d) l'automazione del processo di composizione, tratta da esperienze statistiche sulle opere tradizionali e realizzante nuove combinazioni sonore.

Affinché la musica sia apprezzata attraverso le trasformazioni subite dal nostro udito, bisogna che i limiti estetici dell'opera musicale non superino le possibilità psicofisiologiche dell'orecchio. Tutto questo è stato dimostrato in questi ultimi anni dalla teoria dell'informazione, precisando la capacità d'informazione del cervello nel campo semantico ed estetico.

a) Limiti della musica tradizionale. Una prima domanda ci si presenta, ed é per sapere se la musica tradizionale si sia sviluppata in funzione della tecnica strumentale o invece della sensibilità dell'orecchio.
Osserviamo l'area d'udibilità entro cui si inscrivono tutti i possibili suoni elementari in funzione della frequenza e dell'intensità (fig. 1).
Figura 1

La curva di minima udibilità indica la soglia di percezione dei suoni, la curva superiore indica la soglia di sensazione dolorosa. La musica evita l'uso sia dei suoni molto gravi che di quelli molto acuti. Ne risulta una zona d'udibilità ridotta che non è stata mai superata nella composizione tradizionale. Inoltre tutti i suoni inclusi in quest'area mancano di una facile e apprezzabilmente giusta intonazione.

b) La scala delle altezze. La scala delle altezze comprende i suoni e le loro armoniche.
I fondamentali degli strumenti non superano i 3500 Hz (la 4), eccezion fatta per 1'ottavino che raggiunge i 4000 Hz (do 5) questo strumento, però, non é destinato per il suo timbro acuto a parti melodiche, bensí alla produzione di "effetti ".

Sino a un certo punto questo limite di 3500-4000 HZ è fissato dall'impossibilità di sollecitare materialmente sia una corda, che si tenda per dare quella frequenza, sia, un'ancia, o un, bocchino.

I suoni con frequenza superiore a 3500 Hz non sono usati nelle melodie tradizionali, perché troppo acuti e sprovvisti di timbro. Essi hanno finito per prendere il nome di "colori del suono " (Tonfarbe, secondo G. Stumpf) in opposizione a " timbro ", che indica l'insieme degli armonici.

La variazione di colore d'un suono può essere chiaramente dimostrata mediante un generatore di bassa frequenza, che percorra tutta la gamma dei suoni udibili. Un suono sinusoidale di 250 Hz (do 1) somiglierà al suono di una " U ", il sol 3 somiglierà a una " L ".

II colore é dunque funzione della frequenza. Il problema dell'introduzione dei suoni sinusoidali in musica verrà trattato oltre.

 
 
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